HIC SUNT LEONES

Nelle carte geografiche precolombiane tale frase contrassegnava le terre inesplorate, abitate da creature leggendarie e spaventose.

Nelle ideologie dominanti riguardanti l'organizzazione della convivenza umana continuano ad esserci queste Colonne d'Ercole oltre cui non è possibile spingersi, pena la vita stessa della società civilizzata, il ritorno a società primitive senza nulla di tutte le tecnologie e le comodità di cui oggi disponiamo.

Questi confini invalicabili sono:

Senza di essi non v'è futuro per l'umanità.

Il fatto è che tali strutture sorreggono indubbiamente l'attuale macro-sistema, che non ha probabilmente elites organizzate in un super-segreto governo mondiale, ma che è la naturale evoluzione, il risultato involontario delle composizioni dei conflitti dei sistemi.

Ogni critica di tale macro-sistema o di uno qualsiasi dei sottosistemi (la finanza mondiale, il singolo regime nazionale, il cartello dei produttori di petrolio e via dicendo) arriva presto o tardi a scontrarsi con questi pesanti portoni: è lecito studiare qualsiasi ipotesi politica, ma se postuli la scomparsa del denaro, o del mercato sei fuori non solo dall'allegro consesso delle democrazie occidentali, ma persino da tutte le tirannie o dittature presenti e passate.

Eppure non ci vuole molto a capire e credo tutti possano facilmente convenire sul fatto che se i presupposti di ogni convivenza sociale resteranno questi quattro, per l'umanità non v'è alcuno scampo: la situazione di infelicità dell'intera umanità continuerà gradualmente o rapidamente a peggiorare. Se siamo molto fortunati potrà restare la stessa di oggi. E' impossibile ogni suo miglioramento perchè il macro-sistema si basa sull'infelicità umana, sulla dinamica della speranza del miglioramento individuale delle condizioni di vita ottenibile con il peggioramento di quella altrui.

L'idea diffusa e largamente condivisa che le cose siano sempre state così, il mercato (commercio e le sue leggi fondamentali) è sempre esistito dalla nascita dell'agricoltura e dell'allevamento, e che l'unica cosa cui è lecito aspirare è ad una sua migliore razionalizzazione e alla crescita di strumenti di compensazione dei suoi effetti.

Oggi il Welfare non gode di ottima salute, anzi è da tempo che è iniziato il suo ridimensionamento. Con la crisi economica della finanza di carta che ha toccato i debiti pubblici nazionali, il primo a cadere è stato proprio il meccanismo di compensazione degli effetti del mercato: è lui il principale responsabile del gonfiamento del debito, quindi tagliamo la spesa pubblica, pensioni, istruzione, sanità, cultura. Ma ancor più danni li ha dati il debito privato, la corsa all'acquisto della casa senza soldi.

Ma il mercato è sacro, non si tocca, senza denaro saremmo costretti al baratto, a portarci dietro capre e cavoli da scambiare con televisori e telefonini.

Il mercato azionario nasce per incrementare le possibilità di sviluppo delle aziende: gli investitori scommettono sulla crescita di fatturato di una azienda e gli concedono quella fiducia necessaria all'accesso al credito bancario. La compravendita di queste scommesse ne determina dinamicamente il valore e la solvibilità del debito. Ogni azionista ha l'illusione di essersi comprato una fettina di quell'azienda, ma in realtà ha comprato solo un biglietto della lotteria, con l'aggravante che in una normale lotteria tutti i biglietti hanno la stessa possibilità di vincita mentre nel mercato azionario esistono anche le golden share, azioni riservate, ed il pacchetto di maggioranza, quello che determina la reale proprietà, è fuori portata per chiunque; eccetto che per le banche stesse, fornitrici del credito.

E si è affidata la sopravvivenza della specie umana a questo giochetto infernale di scommesse.

Ma il mercato non si tocca, oltre le colonne d'ercole c'è il medioevo, anzi la barbarie, niente più IPod o IPad o IPud.

Ma la spesa pubblica sono soldi di tutti e quindi di nessuno, chissenefrega.

Quello che ci interessa è avere i soldi in tasca, una casa ed un'auto tutta nostra. La nostra auto che dopo 5 anni di garage è da buttare, altrimenti gli operari vengono licenziati, ci è costata anni di risparmi o di futuri guadagni. Facile calcolare quanti giorni di questi 5 anni (togliendo tutte le ore di parcheggio) sia stata utilizzata: forse un mese, due.

Si, forse, ma la casa resta.

Le piramidi restano! Stonhege resta! non le case costruite in questo secolo. Sono tutte destinate ad essere abbattute al massimo dopo cent'anni o costosamente ristrutturate ogni 30.

Anche se fosse, ma almeno il terreno ha una durata pluri-generazionale. Non conosco molte famiglie che possano testimoniare di essere in possesso di un terreno per molto più tempo. Semplicemente perchè il valore dei terreni è legato a tanti fattori, ed in certe epoche, per certe tipologie (edificabile, agricolo), è convenuto venderlo.

La proprietà personale è certamente l'unica garanzia per operare una selezione genetica dell'umanità basata sulla furbizia. I figli di chi ci sa fare con i soldi avranno la possibilità di scegliere tra la dissipazione o il reinvestimento del patrimonio. Quelli delle anime belle la possibilità di scegliere da quale dei primi farsi sfruttare o in alternativa la carità degli stessi.

Il comunismo prende la parte di questi ultimi della terra e così facendo legittima volontariamente questo stato di cose, fatto di mercato, di denaro, di proprietà privata che diventa pubblica, affidata a dei burocrati che la rifanno propria. La lotta di classe finisce con la sopravvivenza degli stessi furbi di prima, o magari altri di origine proletaria questa volta. La quinta colonna d'Ercole potrebbe essere la sottintesa affermazione dei primi quattro: il mondo è dei furbi, gli altri possono crepare.

Vi lascio solo immaginare il grandioso ruolo delle religioni in questo sistema.

Ora per concludere mi preme solo giungere alla constatazione che questi leoni messi a guardia delle colonne invalicabili, potrebbero non essere così feroci. Che le terre inesplorate dove non esiste il denaro il mercato e la proprietà privata, non è assolutamente detto portino necessariamente alle caverne. In una situazione inimmaginabile per noi oggi come quella di una guerra civile, un popolo si appropriò dei mezzi di produzione riuscendo con l'autogestione ad ottenere rendimenti superiori a quelli ottenuti dalla precedente gestione autoritaria. Il guaio fu che le risorse ottenute in cambio di questa ottimizzata gestione economica furono spese nella lotta contro l'intero sistema democratico-monarchico-clericale, convenuti a dar loro battaglia, per difendere il loro stesso sistema autoritario, democratico o fascista o comunista che fosse.

Solo varcando le colonne d'Ercole ed affrontando gli eventuali leoni possiamo cercare le nuove strade che ci portino a nuove possibili evoluzioni delle attuali situazioni. Altrimenti non possiamo continuare ad aspettare che quelle premesse, con opportune “riforme”, portino ad evoluzioni diverse da quelle insite nella loro stessa natura; le evoluzioni sanguinose che hanno contrassegnato la storia mondiale da quando sono state inventate.
 

17-06-2010