LA LOTTERIA ELETTORALE, QUASI UN ANAGRAMMA

[da World Brain Storm http://it-it.facebook.com/topic.php?uid=105882226101953&topic=21]

        Quanti anni sono passati, partecipando un paio di giorni al gioco delle elezioni come “giudice popolare dei politici” ovvero come semplice elettore, giorni preceduti da settimane di convulsi battibecchi televisivi, nei quali, sempre da passivi spettatori, si era indulgenti con le forzature dei propri sostenuti e scettici con le verità inoppugnabili degli avversari.

E le delusioni, quando la lotteria elettorale ci era avversa, e invece le illusioni di quando si vinceva per scoprire poco dopo che non cambiava niente. Pensarci oggi, da sereno e rilasssato astensionista politico, viene da ridere, con quel gioco delle percentuali, le proiezioni ed i sondaggi, e vedere che tutti ci credevano e credono ancora, che il nostro futuro possa dipendere in qualche modo da queste costose lotterie nazionali.

Il solo pensiero di cosa realmente significhino quelle percentuali mi fa rabbrividire, per la loro inesistenza sostanziale: milioni di persone chiamate a decidere su delle promesse non mantenibili, su dichiarazioni d'intenti e proclamazioni di valori, abbastanza vaste da accontentare l'intero genere umano (il potenziale bacino elettorale), abbastanza vecchie da essere riconoscibili da chiunque per la loro ovvietà. O ancora peggio, dichiarazioni di cose fatte, magari preventivate dai predecessori che oggi le rivendicano anche loro, ma che in sostanza erano piccole cose da fare, che chiunque poteva fare e avrebbe fatto.

Che schifosa presa in giro quella della lotteria elettorale esattamente quanto tutte le lotterie ed i vari giochi d'azzardo e televisivi inventati per infinocchiarci con le promesse di soldi, lavoro e benessere.

E come tutte le lotterie, un unico eterno e certo vincitore, lo Stato, il sistema marcio vigente, fondamentalmente lo stesso da millenni, solo molto più complesso e corruttibile.

E come in tutte le lotterie il perdente non lo è mai in maniera definitiva, anzi in qualche modo sembra potersi avvicinare sempre più, con qualche virgola di percentuale all'ambito traguardo: “la prossima volta andrà meglio, ormai ci siamo vicini”, oppure che è la stessa cosa “quel numero ritarda da 3 anni!”.

Nessuno aspira al 100% delle preferenze, salvo quel pazzo del premier, perchè se lo raggiungesse non potrebbe più scappare alle proprie responsabilità, alla fine tutti saprebbero a chi dare la colpa, a chi aver creduto invano, a chi dover ammazzare quando le cose vanno male. E questo lo stato lo sa, lo conosce bene, ci ha fondato la propria esistenza professionale: non importa cosa credi e se hai delle idee, importante è fare il cavallo sul quale puntare le scommesse, anche se perdi e non sei eletto neanche alla circoscrizione, fai già parte della cricca dei fantini, di quelli sui quali scommettere. I pochi voti che hai ottenuto, domani potrai rivenderli a qualcun'altro in cambio di qualcosa.

Poi c'è la spartizione tra i vincitori acclamati e qualcosa anche per i perdenti, per farli restare in ballo, per evitare che denuncino la colossale truffa della politica parlamentare e delle altre lotterie, locali e nazionali.

Importante è vincere un po', anche una sola volta, anche solo un euro, per restare impiccati per sempre a questo torneo dei dementi, giocatori che accettano di perdere mille volte pur di continuare a sperare che almeno una, tra cent'anni, sia la giocata giusta.

Perchè non si vince come non si perde per sempre, definitivamente, ogni anno le coppe del calcio vengono rimesse in gioco, con la pietosa bugia di poter valutare se chi ha vinto in precedenza, anche oggi è il più forte, il più bello, il più ricco, il più giusto …insomma er più.

Poi c'è chi non ce la fa più a perdere, come un operaio stamattina, che s'è impiccato dopo aver buttato il suo magro stipendio mensile nel video-poker, per non sopportare la vergogna di tornare in famiglia senza soldi, per la vergogna conseguente alla presa di coscienza della sua creduloneria, di chi aveva creduto che si poteva vincere.

Non votare, non giocare: chi vota e gioca avvelena anche te con le sue speranze idiote.