"Il figlio dell'Apocalisse" Ŕ un romanzo non terminato di cui mi restano frammenti scritti dappertutto, mai su fogli bianchi, che detesto o di cui ho paura, ma persino sui bordi di pagine di rotocalchi e minuscoli taccuini. Era un periodo nel quale giravo il mio piccolo mondo di quartiere credendomi cronista di guerra alla Hemingway, in realtÓ imitandone male le sole pessime abitudini...

    Essendo stato scritto a mano, nel mio terribile corsivo, prima di comprare il primo computer, ne avevo iniziato una prima traduzione leggibile con una Olivetti elettronica negli anni '80, ma solo recentemente l'ho redatta elettronicamente per farla leggere ad un'amica.

    Ripromettendomi ripetutamente di portarlo a termine, non l'ho mai fatto leggere a nessuno, proprio perchŔ incompleto. Ora, dopo circa trent'anni dall'idea iniziale, sono certo che non la porter˛ a termine ed ho pensato, male e me ne pentir˛ presto, di renderla disponibile sul sito.

    E' destino comune al genere umano iniziare imprese sapendo che non Ŕ compito nostro terminarle, ma di altri, eventi, virus et similia. Proprio per gabbare la morte e toglierle almeno questo privilegio, pongo termine volontariamente a quest'impresa nella consapevolezza di non potermi sopportare per qualcosa che non sia ascoltabile o leggibile in brevissimo tempo.

I capitolo

II capitolo

III capitolo

IV capitolo

V capitolo

VI capitolo

VII capitolo

... (quando sarÓ il momento, forse, gli altri capitoli)